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Via Romea - I Tesori di Via Romea
5 Maggio: I Templari tra le risaie



Il 5 maggio 2013 in occasione della “Giornata Nazionale dei Cammini Francigeni” l’Associazione Via Romea Canavesana ha organizzato la prima delle ormai consuete passeggiate annuali riunite sotto il titolo de “I Tesori di Via Romea”, il percorso scelto si snodava tra i comuni di Bianzè e Livorno Ferraris.
Via Romea Canavesana è una sorta di confederazione di associazioni culturali, persone e qualche amministrazione comunale che intendono valorizzare e promuovere il territorio compreso tra Ivrea e Vercelli. Nella giornata specifica, sono entrate in azione l’associazione Blanzate per il comune di Bianzè e l’Accademia dei Livornesi in collaborazione con l’A.T. Pro Loco per Livorno Ferraris; la giornata ha preso le mosse da una eccellenza architettonica davvero importante in piemonte: la chiesa di Santa Maria di Isana, già “domus” Templare.

Una trentina di persone hanno costituito il gruppo iniziale che poi si è ampliato, ritrovatosi a Bianzè alle ore nove, accolto da un breve discorso di introduzione alla giornata da parte degli organizzatori e dall’archeologo Davide Casagrande che ha tracciato il quadro storico del territorio ed illustrato la natura degli ultimi ritrovamenti.

Tutti in marcia quindi “Sulle orme dei templari di Isana” prima tappa della giornata. Il cammino si è svolto su strade in terra battuta rese suggestive dall’insolito scenario tra le coltivazioni di riso che cominciavano ad essere allagate, rituale che si ripete ogni primavera, per formare quel caratteristico panorama noto come “il mare a quadretti” tipico dell’area vercellese.

Giunti presso la tenuta Isana dove ha sede l’antica chiesa di Santa Maria, i viandanti sono stati accolti come si conveniva ai pellegrini che raggiungevano una ‘magione’ templare: una scodella di vino speziato e del pane da intingere, il tutto chiaramente all’ombra della spada di un autentico cavaliere templare, impersonato con tanto di armi ed elmo pentolare da Giuseppe Avataneo.

La “Domus Sancte Marie de Ysana” è collocata in posizione strategica sulla medievale strada Liburnasca, antica via di comunicazione, come spiegato da Gianfranco Giuliano, storico livornese e presidente dell’accademia dei livornesi.
La chiesa dedicata alla Vergine Maria Assunta, risale al XII secolo, probabilmente riedificata dall’ordine del tempio su precedenti strutture andate perdute a seguito del terribile terremoto del 1117.
L’edificio è davvero caratteristico dal punto vista architettonico, all’esterno è unico nel suo genere in Piemonte per il grado di conservazione ed è particolarmente venerato tra i due comuni.

All’interno della chiesa per l’occasione è stata allestita una mostra con ritrovamenti a testimonianza di passaggi dei pellegrini d’età medievale.

Dopo la visita il cammino è proseguito in direzione di Livorno Ferraris dove l’associazione Accademia dei Livornesi ha organizzato il pranzo in linea con il tema della giornata: panissa, frittata di ortiche e torta di pane.

La giornata si è poi conclusa con la visita della tenuta Torrone della Colombara sede dell’ecomuseo “La Risaia”, situato nella piana risicola vercellese in direzione di Trino Vercellese, una tipica struttura denominata “Grangia”.
Una porta ad arco e due torrioni introducono alla vasta corte circondata dalle stalle, dalle scuderie e dalle stanze dei fattori mentre poco discosto dal corpo principale ha sede il dormitorio delle mondine.

La passione e la dedizione hanno fatto sì che con l’aiuto della gente del luogo, Mario Donato, curatore del l’ecomuseo e presidente dell’A.T. Pro Loco di Livorno Ferraris, sia riuscito a ricreare l’atmosfera degli anni in cui la tenuta era attiva, permettendo così ai visitatori di riscoprire un pezzo importante di storia e cultura vercellese.

All’interno della Colombara v’è posto anche per l’arte, poiché nella seducente cornice delle antiche stalle, è stata allestita la mostra fotografica “lI racconto del riso” di Gianni Berengo Gardin fotografo italiano, noto a livello internazionale.

Il bilancio che se ne può trarre è di una bella giornata in mezzo alla natura alla ricerca delle radici storiche e culturali del nostro territorio, per riscoprire antichi passaggi, usi e costumi delle nostre campagne che ormai abbiam dimenticato.
 




Elisa Gucciardi

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