Numero: 03/2017
Vische (TO) Panoramica e Castello
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In questo numero:
9 Giugno: Magna Carta: Misteri e segreti del documento più importante del mondo. (Rassegna: Res Cottidianae Et Clarae Personae)
11 Giugno: Sui Ponti delle "Masche" (Passeggiata)
Storia in Soffitta: Gli insediamenti celto-salassi lungo il basso corso della Dora Baltea
Magna Carta: Misteri e segreti del documento più importante del mondo.
Borgo d'Ale - venerdì, 9 giugno 2017 alle ore 21:00

Il saggio “Magna Carta: storia, censimento, caratteri e segreti del documento più importante del mondo” è uscito il 12 novembre 2016, esattamente in occasione dell’ottocentesimo anniversario della concessione della seconda edizione della Magna Carta.
Si tratta di un volumetto nel quale l’autrice, che da molti anni studia il Medio Evo inglese, ha cercato di stilare un inventario completo di tutti gli esemplari originali della Magna Carta che sono sopravvissuti sino ai giorni nostri, descrivendoli uno ad uno nelle loro caratteristiche essenziali, con i loro difetti dovuti al tempo o all’uomo, e le loro svariate prerogative.
Relatrice: Gianna Baucero
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Sui Ponti delle "Masche"
Moncrivello - domenica, 11 giugno 2017 alle ore 14:30
Quest'oggi ripercorriamo insieme i luoghi teatro delle vicende legate alle masche nel territorio moncrivellese.
la camminata sarà intervallata da momenti di racconto e/o lettura animata riguardanti le streghe.
Lunghezza del percorso: il percorso ha uno sviluppo di circa 6 km.
Tempo di percorrenza: circa 2 ore.
a seguire Aperimasca presso le sale del castello.
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Gli insediamenti celto-salassi lungo il basso corso della Dora Baltea
Mazzè: Nuove ipotesi in fase di studio - Autore: Livio Barengo
La Stele di Mazzè, ritrovata nell’alveo della Dora Baltea nell’anno 1987 dall’associazione F. Mondino, era quasi certamente collocata in antico alla sommità della collina della Bicocca e nello scorso mese di marzo, approfittando di consistenti lavori di pulizia e di ripristino ambientale, le associazioni F. Mondino e Mattiaca tentarono di verificare se gli indizi che indicavano il sito come area cimiteriale di epoca celta – salassa erano attendibili. Purtroppo l’operazione non portò ad esiti positivi e non venne rilevato nessun indizio consistente a sostegno della tesi, ma costrinse a riflettere sulla genesi dei costumi funerari delle popolazioni che si insediarono nella zona nord occidentale del Piemonte nel corso della prima Età del Ferro, aderendo infine all’ipotesi che in antico nel Canavese si praticassero riti di incinerazione particolari.
Il postulato, correlato al fatto che nel Piemonte nord-occidentale non sono mai venute alla luce sepolture risalenti alla prima Età del Ferro (VI sec. a C.), accredita l’ipotesi che in quell’epoca si fosse stabilita in Canavese una popolazione proto celta appartenente alle culture di Halstatt A o B, migrata dalla Renania Palatinato all’inizio del primo millennio Avanti Cristo. Questa cultura prevedeva appunto l’incinerazione dei defunti e il successivo spargimento delle loro ceneri in siti circolari contornati da piccoli massi, con al centro una stele quale segnacolo della sacralità del luogo.
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