Storia in soffitta

San Teonesto
Di lui ne parlò Eusebio da Vercelli

Lascia un commento approfondimento di: Giuseppe Avataneo



Dopo una breve escursione in “Provincia Granda”, nella nostra ricerca di Santi e Beati piemontesi meritevoli di rivalutazione, torniamo a Vercelli; qui incontriamo questo Teonesto, che più incerto di coì non può essere.

 

L’unica fonte antica e storica che ricorda questo Santo è la: <Vita Eusebii>, sul Santo vescovo Eusebio, un testo redatto probabilmente nell’VIII sec. In cui si ricorda come il presule desiderasse essere sepolto accanto a questo martire.

 

Di lui non si conoscono né la data di nascita, né quella di morte. Probabilmente Teonesto era un membro laico dell’antica comunità cristiana vercellese, vissuto prima della <Pace costantiniana> del 313 e dell’episcopato di Eusebio; pare fosse un uomo molto apprezzato per la sua carità cristiana, che sacrificò la sua vita nella difesa della propria fede.

 

Dopo il martirio il corpo venne tumulato, senza particolari indicazioni, in un’area cimiteriale mista (pagani e cristiani) <extra muros> della Città. Le poche notizie disponibili individuano proprio in Eusebio colui che ne rinvenne le spoglie e fece costruire sul luogo un primo sacello ove darvi degna sepoltura.

 

Sulla tomba venne incisa una iscrizione cruciforme, purtroppo andata perduta;<S. MARTIR THEONESTO>, che venne attribuita all’epoca del grande vescovo.

 

Già alla fine del IV sec. Il sacello venne ingrandito, per dare origine alla prima basilica eusebiana. Quando, nel XVI sec., la costruzione venne demolita per l’edificazione dell’attuale cattedrale vennero ritrovate, l’una accanto all’altra, le sepolture di Teonesto e di Eusebio, secondo le volontà di quest’ultimo.

 

Attualmente i resti del Santo sono conservati in una nicchia posta sopra l’altare della:<< Madonna dello Schiaffo>> (1) nel duomo di Vercelli.

 

Teonesto è inserito nel Martirologio Romano con data 20 novembre, ma di lui non esiste nessuna iconografia; non è raffigurato in alcuna opera pittorica o scultorea, né il suo nome è legato ad alcuna categoria, associazione od elemento.

 

Pur essendo ancora celebrato nella città e diocesi di Vercelli non risulta abbia mai goduto di particolare venerazione ed è sicuramente sconosciuto alla maggior parte degli abitanti la città. (2)

 

Mi auguro che questo breve scritto e le poche notizie in esso riportate accenda in qualcuno dei lettori la curiosità di recarsi, almeno una volta, nel duomo di Vercelli e soffermarsi per una preghiera di fronte alla sua tomba.

 

 

NOTE:

  1. Santuario della Madonna dello Schiaffo: Il Santuario corrisponde all’ultima cappella della navata di sinistra; costruita tra il 1500 ed il 1550 e restaurata tra il 1630 ed il 1643. La leggenda del nome narra che un giocatore, adirato per aver perso, avrebbe colpito la statua della Vergine, opera del primo quarto del XIII sec., la quale avrebbe iniziato a sanguinare. Il giocatore non sarebbe più riuscito ad uscire dalla chiesa, quindi catturato e giustiziato.

(https://www.piemontesacro.it/santuari/santuario_madonna_dello_schiaffo_vercelli.ht...)

 

  1. E’ da escludere l’ipotesi, risultata fantasiosa, che identifica San Teonesto con un omonimo, leggendario vescovo ucciso dagli Ariani nel Veneto e celebrato assieme ai compagni Tabra e Tabrata.                                                                                                                                             

(Antonio Borrelli: San Teonesto (o Teonisto o Tonisto).

www.santiebeati.it>sezioneT

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Damiano Pomi: San Teonesto – Martire a Vercelli

www.santiebeati>sezioneT

 

  • SANTO DEL GIORNO Il 20 novembre si celebra San Teonesto – Il Sussidiario

https://www.ilsussidiario.net>cronaca

 

 




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